
La corretta etichettatura HACCP svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza alimentare dei prodotti in quanto indica le informazioni sugli alimenti che possono essere consultate dal consumatore. In questo modo, chi acquista un prodotto entra a conoscenza di diverse informazioni, obbligatorie per Legge, che possono essere determinanti per non incorrere in problemi di salute. Infatti, le etichette degli alimenti a norma di Legge riguardano:
- i prodotti preconfezionati o preimballati che sono confezionati nello stabilimento e imballati fino al momento del loro consumo;
- i prodotti preincartati o preconfenzionati per la vendita immediata all’interno dell’esercizio commerciale in cui il cliente li acquista.
Invece, diverso è il discorso per i prodotti sfusi, in quanto, non avendo l’imballaggio, non si può apporre su di essi l’etichetta e quest’ultima dipende dal tipo di alimento confezionato.
Qual è la normativa di riferimento per l’etichettatura
Per quanto riguarda la normativa sull’etichettatura degli alimenti sono due i riferimenti principali, il Regolamento 1169 del 2011 dell’UE ed il d.lgs 109 del 1992. Il primo è entrato in vigore 13 dicembre 2021 e ha trovato applicazione a partire dal 13 dicembre 2014, apportando importanti novità sull’etichettatura degli alimenti destinati al consumatore finale come:
- la dimensione minima dei caratteri per le informazioni riportate, in modo da favorire una migliore leggibilità,
- il nome o la ragione sociale del soggetto che commercializza il prodotto e responsabile delle informazioni apposte sull’etichetta;
- l’introduzione della dichiarazione nutrizionale che deve indicare obbligatoriamente la presenza nel prodotto di contenuto calorico, grassi, grassi saturi, carboidrati con specifico riferimento agli zuccheri e il sale;
- indicazione sull’etichetta di qualsiasi tipo di allergene che possa provocare reazioni, anche per quelli venduti al dettaglio e consumati nel luogo di somministrazione;
- specificare gli oli ed i grassi utilizzati;
- evidenziare l’origine per alcune categorie merceologiche di prodotti.
Invece, il decreto legislativo italiano citato si occupa di normare l’ etichettatura dei prodotti sfusi o preincartati che hanno l’obbligo di indicare solo la presenza di allergeni, la predisposizione di cartelli sul luogo di vendita su cui vengono scritti la denominazione di vendita, l’elenco degli ingredienti, modalità di conservazione per i prodotti rapidamente deperibili e la data di scadenza per le paste fresche, mentre non è obbligatoria per questi prodotti l’etichetta nutrizionale.
Quali sono le informazioni obbligatorie da riportare in etichetta

La fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori prevede altri dettagli da indicare oltre a quelli oggetto delle novità comunitarie introdotte dal Regolamento UE del 2011. Infatti, su ogni etichetta alimentare ci sono anche altre informazioni obbligatorie previste che devono essere riportate come:
- il nome dell’alimento, se possibile con termini italiani;
- l’elenco, la quantità e le categorie degli ingredienti, specificando quelli che possono provocare allergie o intolleranze;
- il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
- le condizioni di conservazione e di impiego e le istruzioni per l’uso;
- il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande che contengono più dell’1,2 per cento di alcool in volume.
Inoltre, il Regolamento europeo prevede che le etichette sui prodotti alimentari venduti abbiano informazioni scritte con una altezza di carattere di almeno 2 millimetri, in modo da essere leggibili, indelebili, chiare e non nascoste o oscurate da altre da altri elementi, oltre a non dover essere a contatto con gli alimenti. Ricordiamo, che in Italia dal 2020 ci debba essere anche un’altra indicazione obbligatoria, ovvero la scritta Made in Italy su prodotti come pomodoro, pasta, riso e latte, se è quella la loro provenienza.
Etichettatura HACCP: la sua importanza per i prodotti alimentari preimballati
Le indicazioni relative alla fornitura di informazioni sugli imballaggi degli alimenti confezionati che gli operatori del settore alimentare devono apporre sull’ etichettatura dei prodotti alimentari servono per tutelare la salute dei clienti. Infatti, la normativa nazionale e la legislazione alimentare, recentemente armonizzata dalla Comunità Europea, hanno come obiettivi quelli di:
- far circolare sul territorio prodotti sani e sicuri, dando un riferimento univoco agli Stati membri;
- tutelare il diritto dei consumatori ad essere informati sui prodotti acquistati;
- dare la possibilità ai consumatori di scegliere i prodotti da comprare in base al loro contenuto.
Inoltre, l’ etichettatura alimenti riguarda tutte le fasi della catena alimentare che devono essere soggette al piano di autocontrollo HACCP per l’analisi dei rischi e dei punti critici di controllo.
Etichettatura degli alimenti: quali sono le sanzioni

Il Decreto legislativo numero 231 del 217 specifica le sanzioni previste per i trasgressori delle norme per l’etichettatura degli alimenti, fornendo indicazioni errate. Infatti, esse sono quantificate in multe:
- da 500 a 16mila euro in caso di violazioni sulla denominazione dell’alimento, sull’elenco degli ingredienti, sull’indicazione del paese di origine o luogo di provenienza;
- da 2mila a 16mila euro per le violazioni sull’indicazione degli allergeni che possono provocare intolleranze e allergie e sulle dichiarazioni nutrizionali;
- da mille a 8mila euro per la violazione sull’indicazione quantitativa degli ingredienti;
- da mille a 40mila euro per la violazione concernente il termine minimo di conservazione, la data di scadenza e la data di congelamento;
- da 500 a 4mila euro per la violazione sul titolo alcolometrico.
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